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Gufo a lume

8.00 

GUFO A LUME 7 X 4 CM € 8 LAVORAZIONE A LUME CON L’USO DEL VETRO DI MURANO INDICARE IL COLORE SCELTO NEL REPARTO NOTE E MESSAGGI DURANTE L’ORDINE COMPLETO DI SCATOLA E GARANZIA.

GUFO A LUME

Il gufo a lume è fatto con la lavorazione a lume scaldando e modellando una canna di vetro di murano con l’uso di pinze e oggetti metallici per dare la forma desiderata dal maestro vetraio.

Dalla loro soffiatura e decorazione derivano tutti quegli oggetti che ebbero grande diffusione nel corso dell’Ottocento: dalle boccette porta profumo o porta sali per ornare le cinture delle signore, fino ad arrivare all’arte raffinata e complessa delle murrine millefiori o figurate, in cui eccelse un personaggio di primo piano quale fu Giacomo Franchini (attivo intorno alla metà del secolo) che, con i mezzi limitati di questa lavorazione, realizzò canne figurate di raffinato virtuosismo tecnico tali da rivaleggiare con i miniaturisti più esperti delle arti figurative.

Tra i soggetti più complessi realizzati “a lume” vi è certamente quello del gufo a lume detto degli “zoo di vetro” – aventi come soggetto animali -, la cui produzione si è poi affermata nel corso del Novecento.

Vi sono inoltre esempi di vetro soffiato a lume come la civetta con murrina del periodo déco a Venezia, influenzati da produzioni nordeuropee, che rappresentano cigni, cicogne, cervi e animali vari, tutti prodotti a lume ma tramite la tecnica del vetro soffiato e argentato al mercurio.

Nell’Ottocento la realizzazione di animali o di soggetti botanici in vetro aveva una funzione principalmente didattica ed era destinata ai musei di storia naturale e alle università che, per quelle specie, soprattutto marine (che non potendo essere impagliate dovevano necessariamente essere realizzate con altra tecnica che ne riproducesse le forme complesse e le peculiari colorazioni) trovò il suo optimum proprio nel vetro modellato a lume.

In questa attività furono pionieri ed eccelsero i boemi Blaschka: Leopold (1822- 1895) ed il figlio Rudolf ( 1857 – 1939), i quali realizzarono i loro soggetti – molluschi ed ogni sorta di invertebrati marini tra cui emergono, per vivezza di risultati, le complesse e numerose specie di meduse – sulla base dei disegni forniti dagli zoologi e dai botanici, che poi riproducevano in tridimensionalità.

A Venezia molti sono i maestri che si sono distinti nella lavorazione a lume. Tra coloro che hanno dedicato i loro maggiori sforzi alla creazione di opere a soggetto naturalistico, con soluzioni del tutto personali, si annovera il veneziano, ma muranese d’adozione, Mauro Vianello (1963) – artigiano-artista del vetro a lume, grande cultore e studioso dell’arte dei Blaschka – di cui questa mostra presenta una selezione di opere che possono a ragione definirsi in continuità e ispirate all’arte degli artisti boemi, ma che sono state realizzate affiancando anche il contributo della cultura veneziana.

Soprattutto nell’utilizzo delcolore, ispirato all’arte pittorica del grande periodo pittorico rinascimentale veneziano e a quella della vetreria muranese tra XIX e XX secolo. Sono proprio gli inediti e complessi effetti cromatici utilizzati nel momento di rinascita e creatività dell’arte muranese che Vianello fa propri – dall’avventurina al girasol, dall’acquamare al rubino, fusi insieme ad altri smalti e unendo a volte la foglia d’oro e d’argento – per mezzo dei quali il suo personalissimo “habitat” fatto di animali in vetro, molto spesso di ambito marino, prende vita, restituendoci tutta la bellezza e il fascino di un’arte dagli esiti davvero sorprendenti.

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